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SECOND BEST

A satirical point of view

   | Daniele Miggino (Genova). Ero deciso ad intraprendere la riflessione sull’opportunità second best seriamente. Solo che una serie di coincidenze mi hanno fatto fare marcia indietro. Primo: “beati gli ultimi, perché arriveranno primi”. Ricordate le Sacre Scritture? Mentre i fanalini di cosa si sarebbero rifatti con una schiacciante vittoria sul traguardo, i penultimi (nel nostro caso i secondi partendo dal fondo) sarebbero arrivati solo all’argento. Che sfiga! Non solo, sfogliando un giornale ho notato una pubblicità che ha fatto breccia nel mio cuore. Una nota azienda automobilistica tedesca (non dirò il nome, ma che ha come simbolo i cerchi olimpici...) titola “Chi è stato il secondo a conquistare l’Everest?”. Il messaggio, sottile ma dichiarato, sta scritto in un angolo dello spot: bisogna per forza arrivare primi perché i secondi non se li ricorda nessuno. Infine, in un mondo in cui i primi vanno sempre piú veloce e si arraffano risorse, soldi, potere, i secondi non hanno nemmeno piú la medaglia d’argento, ma un pezzettino di legno marcio. In questo contesto, chi vuole essere secondo? Un masochista?
   Abbozzo un paio di soluzioni. La prima potrebbe essere quella di eliminare i primi. A quel punto i secondi sarebbero promossi automaticamente. Il problema, però, non sarebbe risolto. Potremmo arrivare tutti secondi! Ecco, cosí non ci sarebbero problemi di classifica. A quel punto potremmo anche dire di essere tutti primi, che tanto è uguale. Insomma, per vincere tutti bisognerebbe inventare un nuovo tipo di competizione, una gara piú “equa”.