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PROGETTO PORTALE

The Univesity of Milan paid 500.000 Euro for its new website — but it doesn’t work

   | Luca Gualtieri (Milano). A ognuno di voi sarà capitato di cliccare almeno una volta sul sito dell’università nei mesi estivi e sicuramente avrà avuto qualche problema.
   È infatti in tale periodo che è apparso on line, all’indirizzo web dell’università (www.unimi.it), un nuovo sito, anzi, un cdA, ossia un “nuovo portale” centralizzato il quale altro non è che una piattaforma multifunzionale dal punto di vista organizzativo-informativo in grado di essere gestita in modo autonomo dalle strutture e organi interni ma anche fruita con più agilità dagli studenti.
   In sostanza, nel 2001 su mandato del Rettore, con la supervisione della Commissione Informatica, è nato il progetto per dare alla nostra università uno strumento tecnologico al passo coi tempi in grado di migliorare i servizi e rendere l’Ateneo piú vicino ai suoi utenti tramite l’accesso a internet. Proposito questo rispettabilissimo e meritevole, specie se si considerano le nuove direttive Comunitarie e Statali (Circolare 3/2001) in materia di Accessibilità e Trasparenza della Pubblica Amministrazione.
   Attraverso il portale tutte le pagine del sito sarebbero state logicamente connesse, facilitando la navigazione, sarebbe stata sufficiente un’unica autenticazione per usufruire di tutti i servizi dell’Ateneo, oltre che un’individualizzazione dell’utenza, un nuovo motore di ricerca piú “intelligente” e piattaforme multicanali per alcuni servizi accessibili da mezzi diversi (es: cellulare).
   I vantaggi del progetto preso in considerazione erano quindi chiari, e nel Giugno del 2002 un’apposita Commissione Tecnica sceglieva, tra varie alternative, la piattaforma “Oracle”, una multinazionale leader dell’informatica e dei data-base, con cui l’Università intraprendeva un rapporto di fornitura e scambio di servizi. Si attuava poi una trattativa privata con vari partner (di cui alcuni segnalati dalla stessa Oracle) per scegliere il fornitore dello sviluppo e delle applicazioni del portale e nel CdA del Settebre 2002 la gara veniva assegnata a E-Tree.
   A questo punto sarò molto breve, sottolineando che dall’inizio dei “lavori” il portale ha incontrato subito difficoltà e malfunzionamenti e dopo vari interventi di correzione e miglioramenti, il 1º Luglio, quando è stato messo in linea il nuovo sito accademico, non è stato in grado di reggere un carico superiore a 200 utenti, anche dopo ulteriori messe a punto, il 6 Settembre 2004 è di nuovo “ricaduto” ... Soluzione: è stato ripristinato il vecchio sito unimi.it fino a data da destinarsi, ossia fino a che il “nuovo portale” non sia reso funzionante dalla Oracle, la quale, dopo minacce di azioni legali e d’inadempimento da parte dell’Università, si dichiara pronta a risolvere la situazione entro dicembre.
   Nel frattempo sono stati spesi dal 2001 oltre 500mila euro, per il momento senza alcun risultato concreto e visibile. Ci affidiamo alle nostre Istituzioni, a coloro che ci rappresentano e che tutelano i nostri diritti, fiduciosi (?) che i contributi che ogni anno versiamo allo Stato vengano spesi in modo corretto e realmente fruttifero, nell’attesa di poterci “imbarcare” su un nuovo sito che risulti adeguato a soddisfare i bisogni e le richieste di uno dei maggiori atenei italiani ed europei.