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SOLA BORSA

Why constructing a shopping centre in a library? The interview with Manfredi who works at the new library of Bologna, “Sala Borsa”, answers some important questions about the relationship of culture and social engagement. By Mauro Turrini (Bologna)



> La Sala Borsa è stata ristrutturata per ospitare una biblioteca multimediale. A 4 anni dalla sua inaugurazione cosa rappresenta per la città?

> MANFREDI: Lo spazio nasce come Borsa merci per contadini tra ’700 e ’800 con l’intento di dare un’alternativa alla piazza. L’esito sfortunato di tale progetto portò a infinite riutilizzazioni, quali Albergo per poveri, Cassa di Risparmio, e recentemente è stata anche sede di un vertice OCSE aspramente contestato. Diventando biblioteca, ha finalmente assunto la sua implicita finalità di estensione della piazza, luogo di contaminazione e socializzazione. Oltre ad essere multimediale, è soprattutto multirazziale e intergenerazionale come solo un centro di cultura può essere. <

> Essendo un investimento comunale, non universitario, lo interpreti come un tentativo di ricucire lo strappo tra Bologna e gli studenti consumato con l’omicidio Lorusso?

> MANFREDI: Effettivamente la Sala Borsa ti dà la rara occasione di vedere unite le tre città che compongono Bologna: quella dei bolognesi, degli studenti e degli immigrati. Lo sfoggio di convegni ufficiali e presenzialismi, però, rende chiara la volontà di partenza di essere il salotto buono della città, che, ricordiamolo, si regge sul mercato della cultura. E l’apertura agli esercizi commerciali va in questa direzione. <

> Parli del recente re-styling?

> MANFREDI: Per la precisione del Centro Commerciale che ha relegato la biblioteca nella stanza in fondo a destra e nel sottoscala. Nonostante i suoi 5000 prestiti giornalieri ne facciano un esempio per l’Europa, lo spazio per l’utente è molto basso. <

> Come è stato gestito il passaggio ai privati?

> MANFREDI: Un plurimilionario investimento pubblico diventa, in cambio di un canone annuo complessivo di 1000’000 E, un affare per pochi privati che gestiscono esercizi in regime di monopolio, peggiorando i servizi al cittadino e drogando il mercato. Mi riferisco in particolare all’assurdità di una libreria all’ingresso di una biblioteca. <

> Quale ombra si nasconde dietro la facciata scintillante della Sala Borsa?

> MANFREDI: Una frattura nello status dei lavoratori a parità di competenze. Sicurezza e pulizie a parte, ci dividiamo in 50 comunali a tempo indeterminato e 50 ausiliari precari, la totalità dei neo-assunti, tra cui io. Abbiamo contratti da addetti alle pulizie che la cooperativa appaltatrice applica in modo disinvolto. <

> Quali svantaggi comporta?

> MANFREDI: Se il nostro già misero contratto fosse pienamente applicato avremmo diritto ad un aumento annuo di 650 Euro, permessi per studio, la maggiorazione per il 6° giorno lavorativo. Pieni diritti, insomma. <

> Qual è l’atteggiamento della nuova Giunta Cofferati?

> MANFREDI: In nome dell’esternalizzazione, gli enti appaltatori si disinteressano delle questioni lavorative, anche quando riguardano fette consistenti del personale impiegato. Lo sciopero del 22 gennaio ha fatto clamore e incroceremo di nuovo le braccia se nulla muterà. <<