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CENTO COLPI DI SPAZZOLA

Quando il teenager sex diventa un bestseller

   | Francesco Borgonovo. Signore e signori, ecco a voi il caso letterario dell’anno, la nuova promessa della narrativa italiana, il nuovo libro scandalo-cult-antiperbenista del 2003. Appena comparse nelle librerie, le prime diecimila copie si sono volatilizzate e ora, dopo che “Panorama” gli ha dedicato una lunga (e bella) intervista firmata da Giampiero Mughini, “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire” della diciassettenne Melissa P. da Catania è il libro piú richiesto in Italia. Che altro fare se non catapultarsi nella libreria piú vicina (ma probabilmente lo si può trovare anche alla coop o in autogrill) e scorrerne le pagine? Ecco allora che si scopre il motivo di tanto successo. Il romanzo non è che un susseguirsi di accoppiamenti, orge e rapporti orali che la giovane autrice ha distribuito nel corso di qualche mese e ha poi pensato di descrivere minuziosamente nel proprio diario, che non ha tardato a trasformarsi in un best seller. Con sentito disgusto di chi scrive. Non si tratta di fare i moralisti e rifiutare questo prodotto per l’argomento di cui parla. Si tratta di rifiutare un sistema in cui l’unico modo di vendere libri e riviste è sbattere il sesso in prima pagina. Per cui viene distribuito su grande scala il (brutto) libro di una ragazzina che racconta di come sia riuscita a soddisfare piú uomini contemporaneamente, per la gioia di tutti i masturbatori inveterati. Per cui piú le modelle si mostrano arrendevoli e compiacenti, puro oggetto sessuale, piú fanno soldi. Alla faccia della dignità femminile.
   Non è un caso che un altro dei boom di quest’anno sia stato “Ho goduto” di una non ben specificata Sarah, che forse ha qualche merito letterario in piú, ma ugualmente di peni e vagine tratta.
   Cosa hanno questi libri di diverso dal Grande Fratello? Nulla. Sempre di persone realmente esistenti si parla, si descrivono situazioni veramente accadute e quindi potenzialmente riproducibili nella vita del lettore. Piú eccitante addirittura di un film porno, dove si sa benissimo che è tutta una messa in scena.
   Cos’ha la giovane autrice di diverso da una letterina qualsiasi? Niente. Invece di sventolare le tette di fronte ad una telecamera, spiattella le sue confessioni piú intime su qualche foglio di carta, potendosi permettere di essere ancora piú volgare. Li chiamano libri scandalo, ma l’unica cosa che scandalizza è che ci sia ancora qualcuno che li scrive e, soprattutto, qualcuno che li compra.