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NEW BOHEMIANS
   manifesto sussurrato

che cosa ci vorrebbe?
ci vorrebbe fiducia
ci vorrebbe coscienza, che la materia è spirito, e lo spirito è materia,
compenetrazione,
per questo io che sono un artista secondo coscienza,
sono povero e soffro,
soffro perché non ho abbastanza coscienza,

se io sapessi che il tavolo su cui scrivo questo testo é il mio vero pubblico,
che l’albero fuori la finestra è il mio migliore spettatore,
se credessi nei gesti puri ed invisibili, che permeano la realtà attraverso vie che non ci è dato conoscere,
allora sarei un artista felice.

ci vorrebbe un sussurro alle orecchie che ci consiglia le cose giuste,
ci vorrebbe fiducia nei nostri gesti migliori,
nel disegno perfetto,
nell’oggetto che esplode di verità,
nel quadro che è felice egli stesso.
se io, che sono un artista senza alcun successo,
sapessi che l’insuccesso ha un sapore che il successo non ha,
cosí come il verde marcio non splende nello stesso modo in cui splende l’azzurro,
allora sarei un perdente d’oro,
un fallito d’avorio e gemme.
ed il marciume che gorgoglia nel dolore del mio fallimento fiotterebbe nel mio centro come un orgasmo, bagnerebbe le opere e renderebbe felice il mondo.
ci vorrebbe che la gente sapesse che le opere sono vive,
che le cose portano l’impronta di chi le ha toccate
che tutto è religioso,
che l’arte è fra le ultime soglie sulla nostra vera natura,
ci vorrebbe che il mondo non fosse otturato,
una festosa circolazione di tutti i canali, ritmico cibarsi, festoso defluire di stronzi.

inoltre non sono solo,
altri siedono al mio tavolo, quando traccio la linea giusta, dico quella parola che non so, trovo il piú bel colore.
ieri io ed hokusai ci stavamo baciando, quando ha bussato alla porta van gogh, non abbiamo avuto cuore di lasciarlo fuori e allora abbiamo preparato un tè, e abbiamo invitato anche athanasius, il piú bravo, il piú prezioso di noi quattro,
quell’artista fiammingo, che nessuno ha mai conosciuto, perché a 29 anni bruciò nel suo studio con tutte le sue tele,
io piú degli altri vorrei proprio athanasius come alleato, compagno d’armi del mio manifesto sussurrato,
perché lui conosce piú di tutti il segreto di ciò che è eterno.

| new bohemians project, marcozezza@libero.it
Il primo capitolo del manifesto sussurrato è dedicato a tutti i partecipanti del cantiere Remo Salvadori.