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DALLA SORBONA A BERLINO

   | Fabio Santelli. Il sistema di valutazione in crediti è stato introdotto in Italia con la riforma del novembre ’99. Esso risponde alla esigenza di adeguamento ad uno standard comune europeo promosso, nel maggio del 1998, dai ministri dell’educazione di Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia in una dichiarazione congiunta a Parigi.
   La descrizione del sistema universitario europeo nei termini di una struttura organizzata in due cicli (primo e secondo livello) si propone qui come standard di riferimento in ambito internazionale al fine della equiparazione dei titoli. E il sistema dei crediti —sul modello dell’ECTS— viene presentato come il piú adatto a rappresentare l’intera Europa.
   Dai principi generali espressi con la Dichiarazione della Sorbona si passa agli obiettivi concreti stilati al Convegno di Bologna del giugno 1999. 29 ministri europei dell’istruzione superiore si riuniscono per darsi il traguardo della “adozione di un sistema di titoli di semplice leggibilità e comparabilità”, impegnandosi, a tal fine, a coordinare le proprie politiche in modo da conseguire questo obiettivo “in tempi brevi, e comunque entro il primo decennio del 2000”.
   Nel successivo incontro a Praga (maggio 2001), i ministri ribadiscono il loro impegno nella “adozione di comuni criteri di riferimento per il rilascio di titoli accademici”. Ancora una volta il sistema proposto è quello dell’ECTS. Il Comunicato di Praga sottolinea come queste soluzioni —crediti e sistemi comuni di garanzia della qualità dei titoli— “faciliteranno l’accesso degli studenti europei al mercato del lavoro europeo e rafforzeranno ... la competitività dell’istruzione superiore europea”. L’ultima tappa è quella del consiglio europeo di Barcellona (marzo 2002), che impugna di nuovo le dichiarazioni precedenti dando mandato di “rendere il sistema europeo di istruzione uno standard di riferimento a livello mondiale entro il 2010”. C’è da scommettere che anche nel prossimo vertice a Berlino (settembre 2003) i responsabili dell’educazione superiore europei confermeranno il loro impegno in questo senso.