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EURO STUDENT REPORT | Marco Pasciuti. LEuropa del Terzo Millennio avrà il nostro volto: quello degli studenti universitari. Saremo noi a dare forma alla coscienza e allidentità della futura Unione. E siamo noi ogni giorno con il nostro impegno a gettare le fondamenta comuni della costituenda creatura politica. Noi, che già oggi ci assomigliamo piú che in passato. Per gli studenti europei studio e lavoro viaggiano in tandem, scegliamo soprattutto le facoltà umanistiche rispetto a quelle scientifiche, facciamo le valigie non appena possiamo, ma riteniamo fondamentale il sostegno economico della famiglia, visto che lo Stato si dimentica di noi o ci aiuta davvero poco. Chi lo dice? Il Rapporto annuale di Eurostudent, condotto in 8 paesi dellUnione. Le risposte dei 7.000 universitari interpellati dal Cnvsu, dalla fondazione Rui e dallateneo di Camerino parlano chiaro: in Europa uno studente su 2 ha un impiego. Gli stacanovisti dellUnione sono gli austriaci (tra loro il lavoro studentesco tocca il 77%), seguiti dai tedeschi (66%) e dagli irlandesi (58%). E noi italiani? Siamo al quarto posto con il 54%. Le studentesse, continua la ricerca, sono molto piú numerose dei colleghi maschi. In testa alla classifica la Finlandia dove la percentuale delle donne che studiano è superiore del 19% rispetto a quella degli uomini. In Italia le femminucce sono l11% in piú. Abbiamo problemi con gli alloggi (gli affitti costano cari), con il tutorato e lorientamento universitario e ci mouviamo poco tra un paese europeo e laltro. Come va con le risorse finanziarie? Siamo dipendenti dalle nostre famiglie. Tra gli universitari che lavorano, il reddito degli italiani è la metà di quello dei francesi e tra i piú bassi dEuropa: il 30% percepisce fino a 100 euro al mese. E di questi poco o nulla arriva dal contributo pubblico. In Italia nel biennio 2000-01 sono state assegnate borse di studio al 12% degli studenti, contro il 90% dellOlanda e l83% della Finlandia. Euro Student Report 2000 |