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L’ISTRUZIONE È UN BENE COMUNE

   | Clara de Quiros. Quante volte si è riflettuto sulla natura dell’istruzione, sul tentativo di renderla un bene accessibile a tutti. Quante volte ci chiediamo fino a dove interessa rinnovare i meccanismi di insegnamento, fino a dove essi ci permettono imparare.
   In un momento in cui la globalizzazione si impone in tutte le sfere della vita sociale come una sagoma di confusa omogeneità, nascono in Europa iniziative come la ESIB (National Unions of Students in Europe) e la EUA (European University Association). Si tratta di una coppia di organismi europei che si propongono di dare alla luce un nuovo ente studentesco, la EHEA, Europen Higher Education Area, allo scopo di rinnovare l’istruzione superiore partendo da una radice diversa da quella economica.
   Il fine? Una democratizzazione della educazione sulla base di una bellissima parola di per sé senza confini: Internazionalismo.
   Piú di 11 milioni di studenti appartenenti a 37 paesi diversi si uniscono per dimostrare che quello alla conoscenza è un diritto essenziale. Lo scopo è di abolire le restrizioni economiche che permettono di studiare solo gli individui piú fortunati.
   L’obiettivo prioritario della EHEA è quello di svolgere una vera tutela della popolazione universitaria attraverso la partecipazione attiva degli atenei e degli studenti. L’associazione mette a fuoco le opportunità offerte agli studenti dai viaggi di studio all’estero e la nozione d’interazione culturale, la necessità di un aiuto sociale efficace, lo sviluppo di una riforma universitaria necessaria nei paesi europei che coinvolga il Sud Est Europeo come parte integrante del processo.
   Ora non resta che attendere i risultati di questa iniziativa, che tenta di ricordarci come l’educazione sia un diritto e che il diritto alla conoscenza, per natura, è un bene comune.