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MENZOGNE DI GUERRA

Intervista all’autore 17 aprile 2003, Tino Brömme, a Berlin-Mitte


> Signor Elsässer, nel suo ultimo libro “Menzogne di guerra” Lei si occupa della guerra in Kosovo. Ritiene che sia un argomento ancora attuale?

> Sì, in quanto la guerra in Kosovo è stato il primo prototipo di un nuovo concetto di guerra, quale oggi ritroviamo in Irak e che sicuramente ritroveremo nel prossimo futuro. <

> Quali sono quindi le caratteristiche di questo nuovo tipo di guerra?

> Da un lato una caratteristica potrebbe essere l’esclusione e l’indebolimento dell’Onu, che precedentemente deteneva il monopolio dell’uso della forza a livello internazionale, a favore della legge del piú forte. Dall’altro il mistificante uso dell’argomento dei diritti umani.
   In molti sono venuti a conoscenza delle bugie con le quali la guerra contro l’Irak è stata giustificata, grazie anche all’Onu che ha dimostrato la falsificazione delle prove portate dagli americani contro il regime irakeno...le giustificazioni a supporto della guerra in Kosovo erano altrettanto grottesche, la differenza è che non furono così pubblicamente analizzate. Di questo parla il mio libro. <

> Come giudica le diverse posizioni che gli stati europei hanno avuto nei confronti di questi due ultimi conflitti?

> Analizzando la guerra in Kosovo, si capisce come le posizioni contro la guerra di alcuni stati europei nel caso dell’Irak non fossero genuine, bensì tattiche. Tutte le giuste motivazioni che sono state addotte contro questo ultimo conflitto, erano già presenti anche nel caso del Kosovo. Ma in quell’occasione gli stessi stati furono pronti a scatenare la guerra. Quello che mi ha colpito in Italia è la grossa fiducia che si ha nei confronti delle posizioni di Schräder, tanto da essere stato definito “Che Gherhard”. Se si legge attentamente il mio libro però si capisce quale ruolo, di ben diversa natura, abbia avuto il cancelliere, insieme ad altri politici, nella guerra in Kosovo. <

> A cosa dovrebbe fare quindi attenzione chi volesse avere una visione critica della politica internazionale nel prossimo futuro?

> Il dopoguerra in Irak, a mio parere, produrrà piú vittime che la guerra stessa. Questo mi è apparso chiaro nell’analisi che ho fatto del conflitto jugoslavo: quello che è successo nel dopoguerra, in particolare in Kosovo — l’espulsione dal territorio di tutti i serbi e in generale dei non albanesi sotto lo sguardo indifferente delle forze di occupazione — si ripeterà anche in Irak, anche qui sotto gli occhi delle forze di occupazione. In questo prevedo una nuova situazione in cui non bisognerà fare attenzione solo alle atrocità della guerra, ma altrettanto a quelle del dopoguerra. <

   Jürgen Elsässer: “Menzogne di guerra” — Le bugie della NATO e le loro vittime nel conflitto per il Kosovo. Ed. La Città del Sole, Napoli 2002, ISBN 88-8292-183-2
ordinare il libro: resistenze.org