on line
workout 01
 
rubriche
magazine
 
 
magazine
la gaia scienza
il molino stucki brucia
menzogne di guerra
affittare senza rischio
basta guardare!
indovinello
berlin kreuzberg - dove si va?
da queste parti
city blues
paint it black
voci su workout n.0
concorso workout
      
CONCORSO WORKOUT

   Tra le persone che ci hanno inviato un testo i 4 migliori:

INCOLLO di Hopfrog.
ESSERE EUROPA di Luca Acquarelli.
FINGERS IN THE FOUNTAIN WATER di Andrea Vaona
CITY BLUES di Gianni Bettucci.

   Sono arrivati una quarantina di testi bellissimi, però la maggior parte non corrispondeva a tutti i criteri per la partecipazione al concorso: spesso erano piú lunghi di 2000 caratteri; spesso non erano articoli ma poesie e storie brevi; e la maggior parte degli autori non sembrava aver riflettuto sulla destinazione dei loro testi, avevano scritto qualcosa però non specificamente per un giornale europeo di studenti.

   A dire il vero, ai quattro migliori testi se ne deve aggiungere un quinto, inviatoci nei termini stabiliti da un’autrice di cui un altro articolo è stato pubblicato senza il suo nome, per errore. Quest’autrice ci ha mandato prima l’articolo seguente che — al parere della giuria — combina in modo migliore le esigenze di WORK|OUT: ha uno stile leggero, ironico e serio, il suo pensiero è profondo e — riflette piú degli altri il contesto della pubblicazione, ponendo domande e suscitando dubbi.

   And the winner is:

SPECCHIO DELLE MIE BRAME

   | di Chiara Piraccini

Un nuovo giornale.
...ancora?
Ma qual è il motivo?
Qui fuori è tutto completamente saturo, i nostri occhi traboccano di immagini. I nostri occhi non fanno che leggere, subire, decodificare messaggi. Ovvio constatare che l’eccesso si trasforma nel suo opposto.
I miei occhi sono a volte talmente offuscati da non vedere piú nulla.
“la bottega sembrava piena di ogni genere di oggetti curiosi...ma la cosa piú strana era che, ogni volta che guardava fisso uno scaffale per scoprire cosa conteneva, proprio quello scaffale era completamente vuoto, anche se gli altri intorno erano zeppi fino all’inverosimile”
(L. Carroll — Dietro lo specchio e ciò che Alice vi trovò)
Ora sto cercando di fissare uno specchio.
Questa è una riflessione
sulla realtà riflessa (e un ottimo motivo per mettere al mondo un giornale che non c’è) il medium, lo specchio
i due lati dello specchio
da una parte la vita pulsante
dall’altra chi la racconta, chi, magari non ce la fa o non vuole raccontarla
troppo complessa, troppo scontata, troppo pulsante, la vita
meglio fissarla in una simulazione, irrigidita, conforme, trendy
che magari sconfina, si sovrappone alla realtà che riflette, e la prosciuga.
Vedo il riflesso della vita nello specchio, non la sento piú pulsare
Vedo persone che la vivono, plasmate dall’esterno
Tanti piccoli cassetti, compartimenti per problemi e desideri: fitnesslei, psichelui, soldi, spiritualità, costumeesocietà
Desideri mansueti
talmente rattrappiti da poter essere interamente riassorbiti dal potere d’acquisto COnferito da un COntratto CO.CO.CO.
Tutto dipende da noi, è chiaro...siete sicuri che siamo messi così bene?
Da che parte si comincia?
Forse proprio dai desideri. Desideri potenti, folli!
Specchio delle mie brame...
Non constatazione, né antagonismo, tantomeno pillole di utilità spicciola
Inventare quello che non c’è, come minimo...vorrei uno strumento per fare questo, viatico di vitalità
Vorrei leggere un giornale pieno di desideri simili ai miei