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CITY BLUES | Gianni Bettucci. New York, ore 8, China Town: Una vocina squillante e fastidiosa si insinua nel mio sonno accompagnata dal solito acuto e penetrante odore di spezie e salse proveniente da uno dei tantissimi ristoranti cinesi del mio quartiere. La voce appartiene alla conduttrice del talk-show mattutino della ABC, un must per tutti gli americani che fra le 8 e le 9, con ritualità da caserma, si preparano per uscire di casa. Il Segretario alla Sicurezza, dopo aver parlato di pericolo terrorismo, introduce con convinto entusiasmo una discintissima Mariah Carey (ennesima e dovuta trasformazione dopo il periodo ortodosso religioso) che esibendosi si tocca un po dappertutto con un imbarazzatissimo orsacchiotto di peluche. Il tutto ci viene accompagnato da urletti isterici rivolti non si sa bene se al Segretario alla Sicurezza Nazionale come dovuto e patriottico ringraziamento per la difficile missione della quale ha deciso di assumersi la grossa responsabilità, oppure per la prosperosa star. Seguono le indispensabili informazioni sul traffico e sugli incidenti alle varie linee delle metropolitane: perlopiú importunissimi tentativi di suicidi di poveri cristi che si gettano regolarmente sotto una bella metropolitana nel vano tentativo di avere anche loro, grigie e anonime ombre di questa metropoli, il loro attimo di gloria. Prendo mentalmente nota e accompagnato da unacre aroma di anatra alle spezie mi getto fuori dalla porta... Londra ore 7, West Norwood: Merda!!! Guardo fuori dalla finestra, piove, le nuvole gonfie e minacciose mi opprimono il cuore e non sono neppure in vena di giocare allo Jacopo Ortis! Ma non cè tempo da perdere, ho appena il tempo di farmi una tazza di tè allinglese (polvere di foglie di tè, mezzo litro di latte... meno male che sono loro i soli a sapere come fare un buon tè) e poi fuori! Oh, merda! Il 323 passa fra 10 minuti e se riesco a prenderlo dopo 30 potrei essere a Brixton, da lì prendo la Vittoria, cambio a Vauxhall, prendo la Northern, a Leicester Square cambio e salgo sulla Piccadilly, oppure potrei saltare sulla Jubilee a Green Park e cambiare a Baker Street. Altrimenti il treno fino a Charing Cross, poi da lì un bus fino a Euston Square e poi un treno fino a Seven Sisters... Berlino ore 11, Prenzlauer Berg: La sveglia suona. Guardo fuori dalla finestra, il sole mi colpisce, un uccellino canta e io mi rigiro, felice, dallaltra parte. |