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ARK Rivoluzioncina a Firenze | Gruppo Ark. In Italia gli ordinamenti universitari prevedono lapporto degli studenti alla programmazione, alla didattica, ai servizi e quantaltro componga la vita universitaria; ma gli spazi per farlo sono pochissimi. A Firenze il consiglio di facoltà di Architettura è composto da nove studenti eletti in diverse liste contrapposte; se anche questi riuscissero ad andare daccordo, combatterebbero contro 220 professori. In quale modo gli studenti possono ritenersi rappresentati in questa situazione? Cè molto lavoro nel consiglio di facoltà e nelle commissioni paritetiche, ma è indubbio che il vero potere sia altrove, ad esempio nei dipartimenti. Qui i docenti fanno il bello e cattivo tempo fabbricando nuovi esami, aumentando vertiginosamente il carico didattico e modificando i programmi. E i dati fanno riflettere: la facoltà di Architettura di Firenze è un mostruoso esamificio di trentasei o piú esami durissimi, tutti obbligatori (con solo quattro esami opzionali a scelta dello studente) e una media di 9,7 anni necessari al conseguimento della laurea, ad unetà media di 29,9 anni; piú del 70% degli studenti abbandona prima del conseguimento della laurea (dati dellUniversità degli studi di Firenze, dipartimento di Statistica). La rappresentanza studentesca, spesso non appoggiata dagli studenti stessi, molti dei quali chinano la testa schiacciati da un carico didattico inimmaginabile nella maggior parte delle altre facoltà europee, fornisce un alibi al corpo docente che la usa a difesa della teoria che luniversità sia un luogo democratico dove tutte le parti in causa hanno voce. A Firenze la situazione era già grave: lUniversità ha fatto speculazioni edilizie fino a che è rimasta con cento milioni di euro di debiti. Di punto in bianco i Rettori di tutte le facoltà dItalia, quando il governo Berlusconi ha annunciato la sua politica di tagli allistruzione pubblica, hanno minacciato clamorosamente dimissioni in massa, un caso unico nella storia dItalia. Nella facoltà di Architettura di Firenze la lista di sinistra, il collettivo Kostruendo, ha indetto unassemblea studentesca, e a pochi giorni dalla protesta dei rettori la facoltà è stata occupata. La gente si è riunita in commissioni: ci si è confrontati sulla didattica, i servizi, il diritto allo studio e lidea di un bilancio partecipativo, per poi scrivere insieme dei documenti e farli arrivare ai piani alti. Insomma, la fabbrica di esami si è fermata per alcuni giorni. Così a Firenze è nato Ark. Allavvicinarsi delle elezioni universitarie abbiamo presentato una lista e ci siamo imposti delle regole: i nostri delegati saranno sottoposti al giudizio dellassemblea, e potranno essere costretti a dimettersi se non sapranno rappresentare lassemblea. A quanto pare la protesta generale dei rettori fu un bluff: lo dimostra il fatto che sebbene la politica di tagli del governo sia stata portata avanti, questi abbiano già smesso di lamentarsi, ed abbiano risolto la questione accorciando i bilanci, tagliando le spese per la didattica, e proponendo la svendita del patrimonio immobiliare delluniversità. Ma se si farà strada lidea negli altri studenti che il nostro approccio è utile, forse fra un poco potremo cominciare a mettere in discussione seriamente questo sistema mortificante che ci vuole semplici clienti di una fabbrica di esami. FATEVI LA VOSTRA ASSEMBLEA! | La nostra homepage: www.inventati.org/ark |